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Appunti da un’Apocalisse

Appunti da un’Apocalisse

Mark O’Connell è giornalista e critico irlandese, già autore di Essere una macchina (Adelphi).

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Appunti da un’Apocalisse è il suo ultimo saggio pubblicato da Il Saggiatore. Un saggio che si presenta come il reportage di un viaggio tra i luoghi fisici e non nei quali ci si prepara all’Apocalisse.

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Internet, dove la comunità prepper si scambia consigli sui kit di sopravvivenza. Dakota del Sud, dove un milionario riallestisce capannoni militari in futuri paradisi per ricchi mentre il mondo fuori muore. E ancora Nuova Zelanda, Marte e le isole britanniche, tutti luoghi ai quali singoli o gruppi sociali stanno guardando in questo momento come rifugio futuro lontano dal crollo della civiltà.

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Il libro, però, non vuole solo essere un inventario delle stravaganze del mondo. Quella di O’Connell è una ricerca, una immersione nelle sue ansie (e quanti di noi potrebbero ritrovarsi) provocate dalla percezione della morte imminente del mondo. A parlare sono le angosce di un cittadino cosciente di fronte a crisi impellenti come quella climatica e quelle di un padre che cerca le risposte da dare ai suoi figli.

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Le domande partono dai figli e ai figli tornano. L’ultimo capitolo O’ Connell si può dire lo dedichi a sé stesso, alla sua Apocalisse, al suo “pessimismo cosmico”. Dalle campagne statunitensi ai milionari misogini, la predizione dell’Apocalisse è un tentativo da parte di esseri umani in crisi di controllare l’incontrollabile. Un tentativo destinato a fallire, fallimento iscritto nel nostro mondo, come nel luogo della catastrofe di Chernobyl, a cui è dedicato l’ultimo viaggio del libro.

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Così, l’ O’Connell padre non può controllare il suo futuro e quello di suo figlio, ma proprio guardando ai suoi figli non riesce a sentirsi colpevole e l’impotenza si attenua. La lezione dei bambini è quella di Hannah Arendt in Vita Activa (le citazioni da “intellettuale socialista”, sono a mio parere poche e ben inserite nel testo): “[…] gli uomini, anche se devono morire, non sono nati per morire ma per incominciare.”

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Appunti da un’Apocalisse è un libro ben scritto (e ben tradotto) e in quanto tale credo permetta diversi piani di lettura. Mi sono sentito di proporvi il mio, sperando di aver colto anche quello di Mark O’Connell e che chi vorrà leggerlo trovi una sua lettura e magari una risonanza con questa mia.

Consiglio anche una bella intervista sul libro rilasciata da O’ Connell alla sua traduttrice italiana Alessandra Castellazzi. Viaggio alla fine del mondo e ritorno

Circa l'autore

Jacopo Gibertini

AAAAAAAAAAAAAA ssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss

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