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Tre Piani – Eshkol Nevo

Tre Piani – Eshkol Nevo

Scrivi leggero” era solita dire al grande Borges la sua compagna Maria Kodama: proprio a questo pensavo, mentre leggevo le ultime pagine del libro di Eshkol Nevo, Tre Piani, un piccolo gioiello, a mio parere, della letteratura contemporanea.

Pensavo a quella sua scrittura “leggera”, diretta, senza filtri né artifici, ma anche così carica di pathos, densa di coinvolgimenti emotivi, consapevole dell’intensità delle parole con cui ogni personaggio sente la necessità (e il conforto) di confessarsi, di gettare la maschera, di mettersi a nudo, generando nel lettore una profonda pietas, molti dubbi, una straordinaria empatia.

I tre lunghi monologhi “situati” nei tre piani di una tranquilla palazzina borghese alla periferia di Tel Aviv nascono da una brillante idea (e non a caso Nanni Moretti ne sta facendo un film), l’esigenza di raccontare il “dietro la facciata” di quell’irreprensibile condominio borghese: tre vite, tre confessioni, tre voci intime, allegoria dei tre piani freudiani dell’anima.

La voglia di scavare – siamo al primo piano – nelle pieghe più profonde, nel buco nero di istinti e pulsioni che alberga in ognuno di noi.

La vicenda del secondo piano ci mostra quanto sia sottile e fragile la linea che divide razionalità e irrazionalità, ragione e follia, sogno e realtà.

La donna del terzo piano, giudice in pensione e vedova di un giudice, uomo severo, integerrimo e tutto d’un pezzo (ecco il Super Io), mette in luce la difficoltà di coniugare amore, stima, rispetto con il legittimo desiderio di un’altra dimensione di vita, di nuove esperienze, di una nuova strada da percorrere, una strada che sarà “la mia strada”.

I tre piani dell’anima non esistono dentro di noi. Esistono nello spazio tra noi e l’altro, nella distanza tra la nostra bocca e l’orecchio di chi ascolta la nostra storia. E se non c’è nessuno ad ascoltare, allora non c’è nemmeno la storia”.

Il libro è acquistabile sul nostro e-commerce temporaneo cliccando qui.

Circa l'autore

Franca Eller

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